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Sintesi finale del percorso svolto #24

Siamo giunti alla fine di questo curioso percorso riguardo il tema dell'arte, indagato tra gli aspetti della filosofia e dell'ingegn...

domenica 14 giugno 2020

Yiruma



River Flows in You, Yiruma

MUSEICA



Il rapper italiano Caparezza nel 2014 ha pubblicato un album molto originale dal nome Museica. L'album consta di 19 tracce, ognuna delle quali è ispirata a un'opera d'arte. Per spiegare il titolo dell'album infatti l'artista disse: 

"Museica è il mio museo, la mia musica, il mio numero 6. E' un album ispirato al mondo dell'arte, l'audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di museica prende spunto da un'opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l'intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare un'intera galleria. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato."
My God, Help Me To Survive This Deadly Love, di Dmitri Vrubel, Muro di Berlino 
a cui è ispirata la canzone "Avrai ragione tu (ritratto)"


Natura morta con Bibbia, Vincent Van Gogh,
a cui è ispirata la canzone "Mica Van Gogh"


Tre studi di Lucian Freud, di Francis Bacon,
a cui è ispirata la canzone "Non me lo posso permettere"

Saturno che divora i suoi figli, di Francisco Goya,
a cui è ispirata la canzone "Figli d'arte"

L.H.O.O.Q., di Marcel Duchamp,
a cui è ispirata la canzone "Comunque dada"


Uno dei Corretti della Cappella degli Scrovegli, affrescato da Giotto,
a cui è ispirata la canzone "Giotto beat"


Banana, Andy Warhol,
a cui è ispirata la canzone "Cover"


Quadrato nero, di Malevich,
a cui è ispirata la canzone "China Town"


Il sogno di Dickens, di Robert William Buss,
a cui è ispirata la canzone "Canzone a metà"

Ritratto di Jeanne Hebuterne, di Elmyr de Hory, 
a cui è ispirata la canzone "Teste di Modì"

Virgilio respinge Argenti nel fiume Stige, di Gustave Dorè,
a cui è ispirata la canzone "Argenti vive"


Concetto spaziale, Attesa, di Lucio Fontana,
a cui è ispirata la canzone "Compro horror"

Hiratsuka, di Shigeru Mizuchi,
a cui è ispirata la canzone "Kitaro"

Il quarto Stato, di Giuseppe Pellizza da Volpedo,
a cui è ispirata la canzone "Troppo politico"

Testa di tigre, di Antonio Ligabue,
a cui è ispirata la canzone "Sfogati"

The little deel, di Frida Kahlo,
a cui è ispirata la canzone "Fai da tela"

La persistenza della memoria, di Salvador Dalì,
a cui è ispirata la canzone "E' tardi"

Fonti:

Aby Warburg

 "Il passato non esiste finchè non lo si riporta alla luce nel presente"

Aby Warburg fu uno storico, filologo e antropologo tedesco vissuto tra il 1866 e il 1929.
Ne parliamo qui perché lui fece una ricerca all'interno delle diverse epoche storiche per trovare degli invarianti della storia. Questa ricerca lo ha portato a dire che questi sono rappresentati dalle immagini (opere d'arte, pubblicità ecc), luoghi in cui si condensano l'impressione e la memoria degli eventi, provocando un processo evocativo nello scrittore (Pathosformel).  
I suoi complessi e appassionati studi lo portarono a racchiudere i suoi risultati nel Mnemosyne Atlas, una raccolta di più di 1000 fotografie.



Walter Benjamin




Ho scelto di mettere proprio questa edizione, che vede l'aggiunta di un saggio di Massimo Cacciari, perché penso che la copertina sia emblematica. 
Massimo Cacciari riflette e ci dice: ma se io volessi andare al Louvre a vedere la Gioconda, però poi: non si può toccare, c'è troppa gente davanti, ci sono flash di fotocamere ovunque, magari sono anche miope... Come posso godermi un'opera d'arte in questo modo? Potrebbe essere di gran lunga più semplice andare a cercare un quadro su internet, potendone fare lo zoom per vedere dettagli che mai sarei riuscito a vedere dal vivo. 
Ma Benjamin parla di Aura, un'atmosfera, un'ebbrezza che solo un'opera d'arte autentica può regalare allo spettatore che si trova fisicamente lì davanti a contemplare la magnificenza e la bravura di quell'artista. Ed è grazie a questa aura che le gallerie d'arte funzionano ancora, perché nel fare un'autopsia dell'opera (nel senso letterale del termine, vedere con i propri occhi) percepiamo l'autenticità della stessa in modo da recepire tutte quelle emozioni e sensazioni che spesso lo schermo di un pc non ci comunica.

Il Leonardo Da Vinci dei nostri giorni

Oggi alcuni considerano come un nuovo Leonardo da Vinci, l'artista Theo Jansen, specializzato nella scultura cinetica. Vi propongo un video che ci fa notare come l'arte possa derivare dallo studio di fisica, matematica e meccanica, e altre materie ingegneristiche, e che celebra il rapporto secolare tra arte e ingegneria.


Sintesi finale del percorso svolto #24



Siamo giunti alla fine di questo curioso percorso riguardo il tema dell'arte, indagato tra gli aspetti della filosofia e dell'ingegneria.

Siamo partiti dall'etimologia e definizione, dicendo che arte deriva dalla parola greca techne, tradotta poi nel latino in ars artis. L’arte è quindi un’attività umana regolata da accorgimenti tecnici e fondata sullo studio e sull’esperienza, se intesa in ambito generale. Spesso però tende ad assumere un significato particolare, ovvero quello di un prodotto cultura ben specifico (pittura, scultura, architettura ecc.). La traduzione del termine in varie lingueci ha permesso di approfondire la cosa sotto diverse prospettive. Attraverso la fantasia abbiamo inventato una storiella che ci ha fatto chiedere se l’arte sia menzogna o verità. Poi abbiamo indagato nel campo della letteratura, capendo come l'arte e la letteratura si siano influenzate nel corso dei secoli, ricercando diverse prospettive da parte di artisti nella letteratura, nella poesia e in particolare nello Zibaldone di Leopardi. Grazie a un’immagine simbolo e la sua presenza nella mitologia abbiamo approfondito il concetto. Inoltre, abbiamo anche esplorato veri e propri campi che fanno parte dell’arte: la pittura, la pubblicità e il cinema, inventando addirittura una mini serie tv. Ma non ci è bastato! Fondamentale per la conoscenza profonda di un concetto è capire come questo sia stato indagato dalla filosofia nelle diverse epoche. Quindi abbiamo perlustrato la filosofia di Platone, quella moderna e quella contemporanea. Successivamente abbiamo portato questo tema sull’attualità, d’altronde era inevitabile. Per cui abbiamo parlato di ruolo dell’arte all’interno della pandemia, della sua presenza in un articolo di cronaca recente, del suo rapporto con l’etica, con l'utopia e dell’utilità nella situazione precaria dello sviluppo del nostro mondo. Particolarmente interessante per questo percorso è stato conoscere il legame tra arte e ingegneria, che abbiamo visto essere viscerale soprattutto nel personaggio da me presentato come testimonial dell’arte: Leonardo Da Vinci. Grazie all’abbecedario di concetti, artisti e opere d’arte siamo riusciti a fare molti collegamenti; infine la mappa concettuale ci ha aiutato ad imprimere le idee centrali connettendole tra loro.

Insomma è stato un percorso abbastanza complesso, ma comunque utile per i tanti collegamenti e spunti che ci ha dato per un concetto così vasto e soprattutto interessante. Per cui se c’è una cosa che emerge da questo blog è che i mondi della filosofia, dell’arte e dell’ingegneria non sono assolutamente separati; anzi si supportano a vicenda perché sono tutti e tre fondamentali per il mondo in cui viviamo.



giovedì 11 giugno 2020

Una serie tv sull'arte #22

"Mettere l'arte alla prova", una miniserie tv a cura di Alessia Milenati

Episodio 1: La scienza investiga l'arte
Il Dr. Taxo è ossessionato dal modo in cui un processo artistico avviene nella mente di un'artista. Fa ricerche e ricerche, ma d'un tratto capisce che non troverà mai la risposta in un computer.

Episodio 2: Un manicomio ambiguo
Lui scopre su internet un manicomio molto ambiguo, che sembra non rispettare le leggi del tempo. Infatti, una volta recatosi lì, capisce di aver avuto una buona intuizione: in quel manicomio i dottori fanno ancora esperimenti sui pazienti. Decide di unirsi alla comunità e chiede per i suoi esperimenti tutti i pazienti che abbiano praticato qualsiasi tipo di arte.

Episodio 3: La decisione drastica
Dopo tutti gli esperimenti al cervello, gli elettroshock e altri interventi pericolosi e illegali, il Dr. Taxo è ancora disperato perché non è in grado di estrapolare informazioni scientifiche dai suoi artisti-pazienti. In ogni mente avviene un processo diverso, simile all'implosione della parte razionale del cervello. La mente razionale e scientifica del Dr. Taxo non può accettare questi risultati e decide drasticamente di suicidarsi. Il mondo razionale in cui aveva creduto fino a quel momento è sempre stato una bugia. Non può vivere in un mondo dove l'arte è al di fuori di ogni legge fisica. 


"Test the art", a tv series made by Alessia Milenati

Episode 1: Science investigates art
Dr. Taxo is obsessed with how the artistic process works in an artist's mind. He does research and research but all of a sudden he understand that he will never find the answer in a computer. 

Episode 2: An ambiguous asylum
He discovers on internet a very ambiguous asylum, which seems not to respect the law of the time. In fact, once he went there, he understand that he had a good intuition: in that asylum doctors still make experiment on patients. He decides to join that community and asked for his experiments all patients who practices any type of art.  

Episode 3: The drastic decision
After all the brain experiments, electroshock and other dangerous and illegal interventions, Dr. Taxo is still desperate because he is unable to extrapolate scientific information from his artists-patients. In each mind happens a different thing, similar to an implosion of the rational part of the brain. The rational and scientific mind of Dr. Strange can't accept these results and he drastically decides to commit suicides. The rational world in which he had believed until than, had always been a lie. He cannot live in a world where art is outside of any physical law.




L'arte nello Zibaldone di Leopardi #20

 
"Ma adesso l'arte è venuta in un incredibile accrescimento, tutto è arte e poi arte, non c'è più quasi niente di spontaneo, la stessa spontaneità si cerca a tutto potere ma con uno studio infinito senza il quale non si può più avere, e senza il quale a gran pezza l'avevano (spezialmente nella lingua) Dante il Petrarca l'Ariosto ec. e tutti i bravi trecentisti e cinquecentisti. Questo avviene perché ora si viene da un tempo corrotto (oltreché si sta pure tra' corrotti) e bisogna porre il più grande studio per evitare la corruzione, principalmente quella del tempo la quale prima che abbiamo pensato a guardarcene s'è impadronita di noi, e poi quella dei tempi passati, perché adesso conosciamo tutti i vizi delle arti e ce ne vogliamo guardare, e non siamo più semplici come erano i greci e i latini e i trecentisti e i cinquecentisti perché siamo passati pel tempo di corruzione e siamo divenuti astuti nell'arte, e schiviamo i vizi con questa astuzia e coll'arte non colla natura come faceano gli antichi i quali senza saperne più che tanto pure perché l'arte era in sul principio e non ancora corrotta non gli schivavano ma non ci cadevano. Erano come fanciulli che non conoscono i vizi, noi siamo come vecchi che li conosciamo ma pel senno e l'esperienza gli schiviamo. E però abbiamo moltissimo più senno e arte che gli antichi, i quali per questo cadevano in infiniti difetti (non conoscendoli) in cui adesso non cadrebbe uno scolaro. Vizi d'Omero concetti del Petrarca, grossezze di Dante, seicentisterie dell'Ariosto del Tasso del Caro traduzione dell'Eneide ec. E però adesso le nostre opere grandi (pochissime perché ancora siamo nella corruzione onde pochissimi emergono) saranno tutte senza difetti, perfettissime, ma in somma non più originali, non avremo più Omero Dante l'Ariosto. " 

(Zibaldone di pensieri, 28. Dic. 1820, Giacomo Leopardi)

Leopardi ha un pensiero molto originale e interessante sul concetto di arte, in linea con la filosofia di tutta la vita. Infatti in queste parole mettono in luce il pessimismo che caratterizza tutta la speculazione filosofica di Giacomo Leopardi. Lui infatti è convinto di appartenere a un mondo corrotto, e questo va a influenzare anche la sua visione del concetto di arte. Ma c'è una duplice prospettiva da cui guardare i fatti. Se da un lato la corruzione fa sì che non ci sia più arte che possa essere reputata spontanea o originale, dall'altra parte le nostre opere d'arte, al contrario di quelle degli antichi, sono "tutte senza difetti, perfettissime" dato che ormai conosciamo più che bene gli errori commessi in passato.


In realtà questa visione dell'arte è così attuale che rende impossibile non metterla a paragone con il discorso di Walter Benjamin in "Opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". I discorsi hanno il concetto di fondo in comune, quindi Leopardi può essere visto come un precursore dell'era delle tecnologie e dei media che, come afferma Benjamin, hanno reso possibile la riproducibilità tecnica di un'opera d'arte.

Arte e etica #21

"L'arte ha lo straordinario potere di scuotere dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni"
(Pablo Picasso)
Fin dai tempi antichi ci si è sempre interrogati su quale fosse il ruolo dell'arte e se questa potesse avere un peso e una responsabilità nel mondo di tutti i giorni. Andy Warhol ha sempre pensato che "L'arte è abbastanza inutile". Ma come disse zio Ben in Spiderman "Da un grande potere derivano grandi responsabilità". Per cui io sono convinta che l'arte abbia grandi responsabilità a livello umano, e prime tra tutte è proprio l'impegno sociale
  • Un esempio di responsabilità sociale è l'arte sostenibile, vista precedentemente in un altro articolo, proprio perché in questo caso l'arte si fa carico della questione climatica che stiamo lottando per affermare, e che, grazie ad opere d'arte sostenibili, diffonde sempre più una consapevolezza tra la gente. 
  • Altro esempio di arte impegnata socialmente è quella su tema politico e economico. Attraverso la rappresentazione visiva l'artista è in grado di imprimere i suoi pensieri e le sue riflessioni su temi molto importanti e farne un eco universale. E' impossibile qui non citare il noto artista e writer inglese Bansky, le cui opere sono proteste riguardanti temi etici, culturali e politici (utilizzando anche toni satirici).

Devolved Parliament, Bansky 

  • Pensiamo anche al tipo di arte che emerge in situazioni difficili come una guerra, in cui gli artisti esprimono la sofferenza di un popolo tramite un pennello e riescono a rendere eterna quella sensazione di dolore in una maniera anche pedagogica, cercando di ricordare a tutti quali sono le vere conseguenze di una guerra. 

Guernica, Pablo Picasso 


El tres de Mayo de 1808 en Madrid, Francisco Goya




Abbecedario di opere d'arte citate in questo blog#17 (pt.3)

Allegoria della pittura

Abbecedario di personaggi d'arte citati in questo blog #17 (pt.2)

Ingres
O
Q
U
X

mercoledì 10 giugno 2020

Fibonacci: Matematica Natura e Arte

 
"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi ma non si può intendere s prima non si impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto."
(Il saggiatore, Galileo Galilei)


Serie di Fibonacci
Fibonacci scoprì una serie dove i primi due elementi sono 1,1, e ogni altro elemento è dato dalla somma dei due che lo precedono.
Pur avendo scoperto questa importante successione, Fibonacci non colse molti degli aspetti che conosciamo noi oggi.

Sezione aurea
Ben quattro secondi più tardi Keplero si accorse che il rapporto tra due termini successivi della serie di Fibonacci tendeva sempre allo stesso numero: φ=1,6180339887..., che chiamò Sezione aurea.


Applicazioni della sezione aurea nell'arte
Abbiamo già visto delle applicazioni nel campo della pittura, come ad esempio nella Gioconda di Leonardo Da Vinci o nella Flagellazione di Piero della Francesca. Oggi approfondiamo la sezione aurea applicata alla scultura. In particolare conosceremo l'artista John Edmark, un designer/inventore/artista che ha progettato incredibili sculture 3D in grado di generare un effetto visivo unico, sfruttando la serie di Fibonacci. Queste creazioni sono composte con la stessa struttura naturale presente ad esempio nei girasoli o nelle pigne. Facendole ruotare danno la sensazione di un movimento infinito, costantemente dinamico e sinuoso. Inoltre, se si conta il numero di spirali per ogni fermo immagine, si avrà sempre numeri relativi alla sequenza di Fibonacci.



Fonti:

Arte e utopia: immaginare l'immaginizzabile #19

L'utopia è la visione di un qualcosa che desideriamo ma che allo stesso tempo è irraggiungibile. Se pensiamo a un opera d'arte c'è sempre qualcosa di utopico al suo interno. L'arte è qualcosa di ideale, un nostro desiderio concretizzato tramite un colore, una melodia o uno spettacolo. 

Secondo me nell'epoca odierna è difficilissimo pensare a un'utopia. Questo perché, come già spiegato nel discorso sui limiti dello sviluppo, l'uomo ormai ha deteriorato il pianeta e sembra essere ben lungi dal riconoscere i suoi errori in tempo per poter arrestare il processo delle conseguenze che ne scaturiscono oggi e che continueranno a scaturirne in futuro. Per cui, in uno scenario del genere, credo sia molto difficile pensare a un'utopia come la pensò Tommaso Moro con il romanzo Utopia, o Tommaso Campanella ne La città del sole. E proprio per lo stesso motivo è difficile trovare un pensiero utopico nell'arte dei nostri giorni. 

A questo riguardo però oggi voglio sottoporre alla vostra attenzione una mostra che si è realizzata dal 17 settembre al 7 dicembre 2019 alla Ford Foundation Gallery di New York, dal nome Utopian imagination, nella quale emerge il problema del rapporto tra arte e etica.


Credo che questa mostra sia molto singolare poiché incentrata su un futuro utopico e non, come spesso accade, dispotico. La mostra rappresenta la visione di speranza dei giovani artisti che ne fanno parte (tra cui anche LGBTQ+, appartenente a minoranze etniche o disabili), nella risoluzione delle questioni che ci preoccupano sempre più in questi tempi. Insomma hanno immaginato delle narrazione futuristiche in un nuovo mondo su principi di libertà: un'evasione dalla realtà di oggi che è segnata da un pianeta sempre più in pericolo.
In un'intervista la curatrice della mostra si espone con queste parole.

”La trilogia di mostre è ispirata a una citazione di Naomi Klein secondo cui l'impegno sociale non è stato più in grado di tradursi in politiche dai tempi delle lotte per i diritti civili. A quei tempi la gente voleva una vera e completa rivoluzione, un cambio di sistema. Oggi ci sono i professionisti del sociale e ognuno lavora nel suo specifico campo senza che ci sia più una connessione tra le diverse questioni. Queste mostre vogliono rimettere in connessione i diversi campi e affrontare le questioni climatica, sociale, di genere, di razza come una questione sistemica [..]. E attraverso questo filtro possiamo essere inclusivi e creare narrative che esplorano alternative al sistema capitalistico, all'interno del quale non abbiamo possibilità di sopravvivere. Come artista e curatrice, il mio lavoro consiste nel sognare e io sogno la rivoluzione totale.

The prayer catcher, Saks Afridi
 

 
Entrando nella mostra ci appare davanti questa prima opera, che l'artista Saks Afridi espone insieme ad una domanda cruciale: Se tutte le tue preghiere fossero esaudite, cambierebbe il mondo o solo il tuo mondo?. L'opera infatti dovrebbe evocare una navicella spaziale simile ad una Moschea, che ogni 24 ore realizza un desiderio per ogni essere umano sulla Terra.





Android girl, Black girls live in outer space too, Farxiyo Jaamac 
 


L'arista inserisce una donna nera musulmana in ambiente extraterrestre, suggerendo un senso di speranza e possibilità per le giovani donne della sua comunità.
Nell'opera la donna africana è incapsulata in questo abito a forma di navicella. Si tratta di una regina androide, in grado di viaggiare attraverso le galassie, emancipando così quella cultura nubiana soppressa dal colonialismo novecentesco.


Sono presenti molte altre opere originali ed assolutamente interessanti all'interno della mostra, ma ora concludo citando un articolo che ne parla: 
"La duplicità attraversa tutta la mostra e trova completezza, equilibrio e armonia. Complessivamente, il gruppo di opere esposte compone un racconto corale di una civiltà del futuro in cui l’uomo recupera il suo sapere ancestrale e un rapporto simbiotico con la terra che lo ospita. Un futuro, per una volta non distopico, in cui reimmaginare, con gli strumenti dell’arte, la vita sul pianeta." 

L'arte nella filosofia contemporanea #18

SCHELLING (1775-1854)

"L'arte è l'unico vero ed eterno organo e documento insieme della filosofia, il quale sempre e con novità incessante attesta quel che la filosofia non può rappresentare esternamente, cioè l'inconscio nell'operare e nel produrre, e la sua originaria identità col cosciente. Appunto perciò l'arte è per il filosofo quanto vi è di più alto, perché essa gli apre quasi il santuario[..]. Ogni splendido quadro nasce quasi per il fatto che si toglie quella muraglia invisibile che divide il mondo reale dall'Ideale, e non è se non l'apertura, attraverso la quale appaiono nel loro pieno rilievo le forme e le regioni di quel mondo della fantasia, il quale traluce solo imperfettamente quello reale. La natura per l'artista è non più di quello che è per il filosofo, cioè solo il mondo ideale che appare tra continue limitazioni, o solo il riflesso imperfetto di un mondo, che esiste, non fuori di lui, ma in lui."
(Schelling, Sistema dell'idealismo trascendentale) 

Da queste parole si deduce chiaramente la visione del mondo nella filosofia naturale di Friedrich Schelling, che può essere considerata una filosofia idealistica estetica per la grande importanza data al ruolo dell'arte. Lui infatti vede nell'arte la manifestazione dell'Assoluto, la fusione di due grandi estremi: la Natura e lo Spirito.

SCHOPENHAUER (1788-1860)

"Quando però una causa esteriore, o una disposizione interna ci trae all'improvviso fuori dall'infinita corrente del volere e sottrae la conoscenza alla schiavitù della volontà, e quando l'attenzione non è più rivolta ai motivi del volere, ma percepisce le cose sciolte dal loro rapporto con il volere, ossia le considera senza interessa, senza soggettività, in modo puramente oggettivo, immergendosi tutta in esse, in quando sono mere rappresentazioni e non motivi: allora sopraggiunge, improvvisa e spontanea, quella pace che, sempre dapprima cercata sulla via del volere, ignora sfuggiva, e noi siamo allora perfettamente felici. " 
(Arthur Schopenhauer, il mondo come volontà e rappresentazione)

In Schopenhauer abbiamo una totale accezione positiva dell'arte, considerata, attraverso il suo ruolo catartico, come l'unica terapia esistente al mondo. Infatti il fenomeno artistico aiuta l'uomo a liberarsi, anche se momentaneamente, dalla schiavitù della volontà di vivere, considerata dal filosofo il male più grande, causa di tutte le disgrazie e delle infelicità dell'uomo. L'arte collega il soggetto conoscente al mondo delle idee, facendogli dimenticare per un lasso di tempo più o meno breve la quotidiana lotta per l'affermazione dei propri desideri, destinata al tormento della frustrazione. In particolare però ogni forma artistica si serve della rappresentazione di oggetti sensibili. Questo non vale per la musica, che è quindi considerata la più alta delle arti perché è in grado di realizzare la terapia del male del mondo.

HEIDEGGER (1889-1976)

In Heidegger invece abbiamo quasi una svalutazione dell'artista. Infatti, mentre durante il rinascimento (ma anche dopo) l'artista era considerato come un secondo Dio, per Heidegger, nella realizzazione dell'opera d'arte, l'artista è quasi come se si annullasse per permettere all'arte di esprimersi nella sua massima potenza. Inoltre l'estetica heideggeriana si contrappone all'estetica storicista, che afferma che l'opera d'arte è l'espressione di un'epoca storica. Il filosofo in questione, al contrario, pensa che l'arte non riproduca, né interpreti nessun'epoca; piuttosto è proprio l'opera d'arte a costituire una nuova età e a inventare un nuovo linguaggio. Per cui capiamo l'assoluta importanza data all'arte, talmente fondamentale nel discorso da andare a oscurare persino la figura dell'artista. Inoltre Heidegger, a partire dal senso originario della parola techne, ne riscopre l'affinità con la poiesis, perché entrambe nell'Antica Grecia stavano ad indicare la produzione del vero e del bello.

"L'essenza più profonda della tecnica non è nulla di tecnico."
(Martin Heidegger, La questione della tecnica)


Fonti:

Abbecedario #17

Bellezza
Creatività
Dandy
Estetica
Fabbricazione
Giudizio
Linguaggio
Opera
Poiesis
Visione

domenica 31 maggio 2020

Leonardo da Vinci come testimonial dell'arte #16



 
Leonardo da Vinci è considerato uno dei più grandi geni del Rinascimento e dell’umanità. Ho deciso di presentarlo all’interno di questo percorso perché essendo artista, scienziato, inventore e filosofo, è un esempio perfetto di interdisciplinarietà, e in particolare del legame tra il mondo dell’arte e il mondo della scienza (come lo sono anche Andreco e Albert Einstein).
Rimando ad un altro articolo che presenta la figura di un'artista contemporaneo molto interessante proprio perché è considerato il Leonardo Da Vinci dei nostri tempi: Theo Jansen.





 LEONARDO ARISTA

Tutti noi conosciamo Leonardo Da Vinci come artista, ma quali erano le sue convinzioni riguardo l’essenza dell’arte? Abbiamo già letto un estratto del Trattato della pittura. Per Leonardo il pittore, quasi come un dio, può rendere eterna la bellezza e sconvolgere le emozioni e i sentimenti dei popoli. Le tecniche pittoriche da lui più utilizzate e poi diffuse in tutto il mondo dell’arte sono la prospettiva aerea, l'inazzurimento dei cieli, la pittura a olio (allora poco utilizzata) e sopratutto la camera oscura leonardianaQuesta permetteva di proiettare un’immagine dal vero su di un foglio, ma capovolta, in modo che potesse essere ricopiata più facilmente. Questa sua invenzione fu importantissima per il percorso verso l’invenzione della fotografia.

Gioconda, 1503-1506, Parigi, Museo del Louvre
Gioconda, 1503-1506, Parigi, Museo del Louvre

Vergine delle Rocce, 1483-1486, Parigi, Museo del Louvre


LEONARDO SCIENZIATO


L'Uomo vitruviano, studio di proporzionalità di un corpo umano, Venezia, Gallerie dell'Accademia 

«Io credo che invece che definire che cosa sia l'anima, che è una cosa che non si può vedere, molto meglio è studiare quelle cose che si possono conoscere con l'esperienza, poiché solo l'esperienza non falla. E laddove non si può applicare una delle scienze matematiche, non si può avere la certezza.»

(Codice Atlantico a 119 v)

Come si intuisce da queste parole, nonostante Leonardo Da vinci fu considerato per molto tempo soltanto un artista, per lui la scienza è fondamentale per capire il mondo. In particolare, proprio perché spesso sono poco conosciute le sue doti intellettuali, vorrei sottolineare che lui fece molti studi importanti nell'alchimia, la geologia, astronomia, botanica ecc.

Ma è da sottolineare che il suo pensiero scientifico non era affatto sistematico. Al contrario, Leonardo faceva esperimenti solo per la sua infinita curiosità nel capire il funzionamento della natura. Dice infatti il critico Paolo rossi:


«la ricerca di Leonardo, che è straordinariamente ricca di balenanti intuizioni e di geniali vedute, non oltrepassa mai il piano degli esperimenti curiosi per giungere a quella sistematicità che è una delle caratteristiche fondamentali della scienza e della tecnica moderne. [...] Leonardo non ha alcun interesse a lavorare a un corpus sistematico di conoscenze e non ha la preoccupazione (che è anch’essa una dimensione fondamentale di ciò che chiamiamo tecnica e scienza) di trasmettere, spiegare e provare agli altri le proprie scoperte. »



→ LEONARDO FILOSOFO


 Possiamo considerare Leonardo Da Vinci anche come un grande filosofo, definendolo come il filosofo della natura. Lui affermava che la pittura sia la più filosofica tra le arti, perché tratta del campo visibile in tutte le sue possibilità. Oltre a essere uomo di Rinascimento, quindi di un sapere universale, egli condivide molti aspetti del Neoplatonismo.


 “L’omo è detto da gli antiqui mondo minore; e certo la dizione d’esso nome è bene collocata, imperroché, siccome l’orno è composto di terra, acqua, aria e foco, questo corpo della terra è simigliante; se l’omo ha in sé ossa, sostenitori e armadura della carne, il mondo ha i sassi, sostenitori della terra.” 

 

Questa citazione sottolinea questa sua visione neoplatonica di similitudine e parallelismo tra uomo e universo, micro e macro cosmo. Tramite queste affermazioni Leonardo arrivò a parlare di ordine necessario e meccanico nella natura (visione meccanicistica). Da un certo punto di vista Leonardo anticipa la visione galileiana del ‘gran libro della natura scritto in caratteri matematici'. Infatti per lui il pensiero matematico interpreta l’ordine meccanico della natura. Molto interessante è il pensiero critico di Giovanni Gentile, che afferma:


«Leonardo, artista e scienziato (naturalista e matematico), è filosofo dentro alla sua arte e alla sua scienza: voglio dire che si comporta da artista e da scienziato di fronte al contenuto filosofico del proprio pensiero, che non svolge perciò in adeguata e congrua forma filosofica, ma intuisce con la genialità dell’artista e afferma con la dommaticità dello scienziato. La sua filosofia, in questo senso, non è un sistema, ma l’atteggiamento del suo spirito»


LEONARDO INGEGNERE

Leonardo si può definire come vero e proprio ingegnere e architetto del Rinascimento se pensiamo a ciò che ha progettato durante la sua vita: opere di ingegneria idraulica, macchine sceniche per spettacoli teatrali, macchine militari e le celebri macchine per volare. Egli ottenne a Milano il titolo di ‘ingegnarius’, e a Firenze quello di architetto nei primi anni del 1500. Come si intuisce dalle foto di seguito, lui era un vero e proprio ingegnere a 360 gradi.

  • INGEGNERIA MILITARE
La vite aerea progettata da Leonardo Da Vinci e realizzata nel 1953 da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi
per il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano

  • INGEGNERIA MECCANICA

Argano sollevatore di pesi progettato da Leonardo Da Vinci 

Fece molti studi sulle macchine da lavoro contenuti nel Codice di Madrid, un compendio tra meccanica e invenzioni di meccanismi automatizzati. Inoltre progettò delle macchine per scenografie teatrali, tra cui la più spettacolare fu la volta stellata  per il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona.

  • INGEGNERIA AEROSPAZIALE

L'aliante progettato da Leonardo Da Vinci e realizzato nel 1953 da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi
per il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano

Leonardo aveva molta fiducia nelle possibilità del volo (da lui chiamato moto strumentale) umano tramite una macchina. Si cimentò nella scrittura del Trattato degli uccelli, in cui studiava l’anatomia degli uccelli per capirne il funzionamento delle ali, la resistenza dell’aria e infine la caduta dei gravi e il moto dell’aria.

Durante la sua vita, ideò numerose progettazioni; pensa all'attuale bicicletta, all'elicottero, al deltaplano, al salvagente, allo scafandro, a un apparecchio a ruote dentate che è stato interpretato come il primo calcolatore meccanico, alla viola organista, a un'automobile spinta da un meccanismo a molla e a un telaio automatico, che tese 2 centimetri di tela al minuto.

  • INGEGNERIA CIVILE

Ponte girevole progettato da Leonardo Da Vinci 


  •  INGEGNERIA IDRAULICA

Leonardo collaborò con la Repubblica di Venezia per la sistemazione dell'assetto del fiume Brenta, per evitarne le esondazioni e renderlo navigabile. Purtroppo però  non si conoscono opere realizzate su suoi progetti, ma alcuni di questi erano particolarmente grandiosi. Pensò a un canale che unisca Firenze con il mare, al prosciugamento delle Paludi Pontine, nel Lazio e alla canalizzazione della regione francese della Sologna. Progettò anche macchine per l'uso dell'energia idraulica, per il prosciugamento e per l'innalzamento delle acque.


Molto interessante riguardo all’attività ingegneristica di Leonardo da Vinci è proprio la mostra realizzata alle Scuderie del Quirinale per i 500 anni dalla sua morte. Qui infatti la collaborazione tra molti artisti e ingegneri ha dato vita alla realizzazione di moltissimi progetti di Leonardo rimasti incompiuti.